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Museo Naturalistico

Varcando la soglia del Museo Naturalistico ci si immerge nella natura più vera e profonda del Parco Naturale: guidati dagli esperti di Alternativa Ambiente verrete avvolti dalla magia delle nostre montagne. Animali, vegetazione, suoni e colori vi parleranno di un ambiente affascinante e ricco, vi faranno dimenticare le città inquinate e scoprire le curiosità e le particolarità che rendono uniche e speciali queste valli.

Il Museo Naturalistico si articola in aree espositive dotate di numerose immagini, schede descrittive di fauna e flora e pregevoli ricostruzioni di diversi ambienti del Parco, con scenari di predazione, tranquilli corsi d'acqua e istanti della vita di animali di diversa specie. La maestosa aquila reale dominerà su tutti voi, che entrando nel museo sarete accolti dai piccoli roditori che vi daranno il benvenuto in questo magico mondo. Mentre osserverete l’imponente gufo che, silenzioso ma inarrestabile, caccia le sue prede, sopra di voi veglieranno pernici, merli e falchi e ad ogni angolo sarà un susseguirsi di volpi, tassi e faine. E fra i cinguetti e il picchiettare del picchio rosso, teneri e quasi indifesi, faranno capolino cervi e caprioli e poi, dalle cime, un branco di camosci.

Meritano sicuramente una nota a parte i due bellissimi
diorami presenti nel museo, coinvolgenti rappresentazioni della straordinaria realtà quotidiana. Il più esteso è la riproduzione di una zona presso il passo di Croce Domini durante la stagione estiva: una volpe in agguato verso un gallo forcello, un branco di camosci in lontananza, una zona umida con eriofori e un esemplare di pino mugo. Sicuramente suggestivo il diorama del gufo reale in atteggiamento predatorio.

Particolarmente efficaci per la comprensione anche da parte dei bambini sono la ricostruzione della
sezione di un ghiacciaio con la descrizione delle varie parti che lo compongono, l’erbario per il riconoscimento della vegetazione, le schede didattiche relative all’avifauna tipica nonché la nuova sezione interattiva sugli aspetti geomorfologici che completano la dotazione didattica del Museo, rendendolo uno strumento importante per la conoscenza e la scoperta dell’ambiente.

Infine, per non tralasciare l’aspetto legato agli usi e alle tradizioni del territorio, una sezione del museo è dedicata alla
cava di marmo bianco del Borom, in attività fin dall’antichità e principale attività economica della gente dei dintorni di Vezza d’Oglio fino alla metà degli anni ’60, a cui è dedicato un plastico e un’intera parete di fotografie e testimonianze storiche.



Il Museo Naturalistico, durante le festività natalizie e durante la stagione estiva, è aperto tutti i giorni dalle ore 9:30 alle ore 12:00. Aperture fuori orario possono essere concordate contattando i responsabili sia telefonicamente allo 0364 76165 che mediante posta elettronica a: alternativaambiente@gmail.com


AMBIENTI


Per una migliore comprensione dei vari ambienti naturali presenti nel parco, il museo è organizzato in diverse aree.

Nell'area dedicata alle
zone umide vengono riuniti i vari ambienti caratterizzati dalla presenza dell'acqua come elemento dominante: torrenti, ruscelli, laghi naturali, bacini artificiali, pozzi, acquitrini, sorgenti e torbiere. Sono illustrate e descritte sia la componente faunistica che vegetazionale, il cui ciclo vitale è legato ai luoghi particolarmente ricchi d'acqua. La trota fario (Salmo trutta fario) che è la specie ittica più frequente nelle acque correnti di torrenti, il merlo acquaiolo (Cinclus cinclus) che, per procurarsi il cibo, nuota e cammina sui fondali, gli anfibi legati all'acqua nelle prime fasi del loro ciclo vitale, quali il raro tritone crestato (Tritutus cristatus), la salamandra pezzata (Salamandra salamandra), la rana rossa (Rana temporaria), sono alcune delle specie presenti. Particolarmente efficace in questa sezione del museo, la ricostruzione di un torrente con la descrizione dell'ecosistema da esso determinato.

Nella zona dedicata ai
boschi di latifoglie vengono descritti e mostrati i vari consorzi puri o misti di latifoglie decidue presenti nel territorio del Parco, dal fondovalle fin verso gli 800 - 1000 metri di quota. Nel fondovalle domina il castagno, ma non mancano querceti misti ad altre specie arboree (acero, tiglio, frassino, carpino, betulla, nocciolo, sambuco..) resi riconoscibili nel periodo autunnale dalle suggestive e fori colorazioni assunte. La fauna reperibile nei boschi di latifoglie è rappresentata dal capriolo (Capreolus capreolus), erbivoro molto schivo, la cui almentazione è generalmente caratterizzata da foglie e cime di quasi tutte le latifoglie e da vegetazione erbacea. Nel museo è esposto un piccolo di capriolo imbalsamato oltre ad una dettagliata scheda bio - etologica della specie che insegna a riconoscere i "segni" della sua presenza sul territorio. La volpe (Vulpes vulpes), frequente nel territorio del Parco, è rappresentata nel museo da numerosi esemplari imbalsamati, mentre la descrizione delle sue caratteristiche biologiche e comportamentali è affidata a dettagliate schede. Il ghiro (Glis glis), il picchio muratore, il picchio rosso maggiore, la poiana, sono altre tra le numerose specie qui rappresentate.

I boschi di abete rosso, o peccete, spesso misti a larice, sono le formazioni boschive che caratterizzano l'orizzonte montano superiore del Parco, tra i 1000 e i 2000 metri e sono rappresentati nel museo dall'area denominata
boschi di conifere. Altre aghifoglie presenti nel Parco, anche se poco rappresentate, sono: il pino silvestre (Pinus silvestris), l'abete bianco (Abies alba), il pino cembro (Pinus cembra). La fauna tipica di questo ambiente descritta nel museo è rappresentata dallo scoiattolo, di cui sono esposti esemplari imbalsamati, in una ricostruzione relativa alle loro abitudini alimentari, la martora, la cincia mora, il tordo bottaccio, il gallo cedrone ed altri ancora.

La fascia degli
arbusti contorti si estende tra il limite superiore delle foreste e le praterie di altitudine, dove le piante legnose e cespugliose si contendono lo spazio vitale. La folra presente in questa zona e descritta nel museo è rappresentata da: ontano verde o di monte, cespuglieti a rododendro rosso, ginepro nano e pino mugo. Per quanto riguarda la fauna vi ritroviamo: l'arvicola delle nevi, il merlo dal collare, la passera scopaiola ed il fagiano di monte, con la relativa scheda bio - etologica.

Nella zona delle
praterie alpine, che si estendono dai 1100 ai 2200 metri di quota, si possono osservare alcune delle specie vegetali presenti, che i differenziano anche in base al tipo di suolo presente. La fauna descritta in questa sezione vede, ad esempio, la coturnice, la lepre bianca, la marmotta ed il cervo, che è il più grosso ungulato della fauna europea; vengono inoltre fornite informazioni su come rilevare la presenza di queste specie sul territorio.

Le zone degli
ambienti rupestri, che compaiono oltre i 2500 metri di quota, vengono descritte sottolineandone le condizioni altamente selettive che, oltre alla natura acida o basica del suolo, rappresentano il principale fattore determinante la flora presente. La fauna descritta è rappresentata dall'aquila reale, di cui è esposto un magnifico esemplare imbalsamato, la pernice bianca, il camoscio, lo stambecco, l'ermellino, il corvo imperiale ed altri ancora.


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